Radiofrequency echographic multi spectrometry for the prediction of incident fragility fractures: A 5-year follow-up study

Giovanni Adami1, Giovanni Arioli2, Gerolamo Bianchi3, Maria Luisa Brandi4, Carla Caffarelli5, Luisella Cianferotti4, Davide Gatti1, Giuseppe Girasole3, Stefano Gonnelli5, Monica Manfredini2, Maurizio Muratore6, Eugenio Quarta6, Laura Quarta6

Pubblicato: Bone. 2020 May;134:115297

Highlight:

L’identificazione di pazienti a rischio di fratture da fragilità che possono beneficiare di trattamenti per l’osteoporosi è una sfida per i medici. Con questo studio prospettico osservazionale, gli autori hanno studiato l’efficacia dei valori di T-score forniti da REMS (Radiofrequency Echographic Multi-Spectrometry) nell’identificazione di pazienti a rischio di fratture osteoporotiche incidenti, confrontando le prestazioni di REMS con quelle di DXA (Dual-energy X-ray Absorptiometry) durante un follow-up di 5 anni.

La popolazione studiata era costituita da oltre 1500 donne di età compresa tra 30 e 90 anni sottoposte a scansioni REMS e DXA sui siti femorale e vertebrale. Tra i risultati di questo studio, è stata osservata una elevata concordanza tra REMS e DXA relativamente ai valori di densità minerale ossea (BMD) misurati.

Per quanto riguarda le fratture da fragilità, è stata osservata una relazione tra valori di T-score più bassi e incidenza di fratture più elevata, come previsto. Considerando il valore di soglia di riferimento del T-score pari a -2,5 per distinguere tra pazienti osteoporotici e non osteoporotici, nel sito vertebrale REMS ha mostrato una sensibilità maggiore rispetto a DXA nell’identificazione dei pazienti con frattura da fragilità incidente (65,1% contro 57,7%, rispettivamente), mentre per sito femorale le prestazioni erano comparabili tra le tecniche. Il T-score misurato con REMS è risultato un efficace predittore delle fratture incidenti da fragilità, rappresentando un valido approccio per migliorare la diagnosi dell’osteoporosi nella routine clinica.

 

1 Rheumatology Unit, Department of Medicine, University of Verona, Verona, Italy
2 Department of Neurosciences and Rehabilitation, “Carlo Poma” Hospital, ASST-Mantova, Mantova, Italy
3 SC Rheumatology, ASL 3 Genovese, Genoa, Italy
4 Department of Experimental and Clinical Biomedical Sciences, University of Florence, Metabolic Bone Diseases Unit, University Hospital of Florence, Florence, Italy
5 Department of Medicine, Surgery and Neurosciences, University of Siena, Siena, Italy
6 O.U. of Rheumatology, “Galateo” Hospital, San Cesario di Lecce ASL-LE, Lecce, Italy

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